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	<title>L'altra notizia</title>
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	<description>Non è la notizia che fa scalpore, ma bensì il come e il dove la si dice</description>
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		<title>L&#8217;onestà controversa di un uomo fragile: J. Edgar.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 12:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giupino86</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clint Eastwood si rilancia nel raccontare la sua visione critica degli Stati Uniti mettendo in luce la vita controversa di un personaggio che ha influenzato la politica e gli ideali della più grande democrazia del mondo: J. Edgar Hoover. Funzionario del Dipartimento di Giustizia, sale all&#8217;FBI giovanissimo mostrando subito il suo essere metodico e deciso. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=83&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://giupino86.files.wordpress.com/2012/01/j_edgar.jpg"><img class="size-full wp-image" src="http://giupino86.files.wordpress.com/2012/01/j_edgar.jpg?w=480" alt="Immagine" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Clint Eastwood</strong> si rilancia nel raccontare la sua visione critica degli Stati Uniti mettendo in luce la vita controversa di un personaggio che ha influenzato la politica e gli ideali della più grande democrazia del mondo: <strong>J. Edgar Hoover</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">Funzionario del Dipartimento di Giustizia, sale all&#8217;FBI giovanissimo mostrando subito il suo essere metodico e deciso. Dal 1924 al 1972 serve l&#8217;organizzazione federale con estrema dedizione seguendo un unico scopo: difendere a tutti i costi la propria nazione. A dirla così si direbbe che si stia parlando di un eroe nazionale, ma come in tutti i vari personaggi che la storia ci ha consegnato, lasciano un po&#8217; di dubbi sulla tesi che si potrebbe profilare inizialmente.</p>
<p align="JUSTIFY">Il disegno di Edgar Hoover editato da Eastwood, è quello di un uomo cinico, arrivista e a tratti spietato. Una figura che richiama sia il <strong>Barry Lyndon</strong> kubrickiano che il nostro Senatore a vita <strong>Giulio Andreotti</strong>, personaggi che con i loro modi inusuali alimentano la soro sete di potere parallela al loro infinito egocentrismo. Il risultato è quello del classico film “scomodo”, molto simile come criticismo al contestato <strong>La nascita di una nazione</strong>, con ritmi alternati e non lineari, trattando con sufficienza alcuni episodi importanti come il coinvolgimento di Hoover nell&#8217;assassinio di <strong>J. F. Kennedy</strong> a Dallas nel 1963, e dando degli incipit falsi e forzati sull&#8217;inizio della sua carriera nel Bureau, attribuendola al procuratore <strong>Mitchell Palmer</strong>. Ci si concentra maggiormente sulla figura materna di Hoover, che ne condiziona la vita e il carattere, e del suo ipotetico rapporto extra-lavorativo con il suo braccio destro <strong>Clyde Tolson</strong>. Ha un po&#8217; del provocatorio affrontare il tema dell&#8217;omosessualità di Hoover, ventilata tutt&#8217;oggi come ipotesi, pensando al ruolo importante che ha ricoperto dell&#8217;FBI per molti anni, guadagnando un certo tipo di immagine integra e quasi perfetta che, con questa insistenza di Eastwood, può essere scalfita senza problemi.</p>
<p align="JUSTIFY">Il film in generale può essere più considerato un documentario da programmi di analisi storico-scientifiche che un prodotto da pellicola per il suo continuo rievocare di eventi storici tutto sommato ben rielaborati, soprattutto a livello di mentalità dei periodi man mano trattati.</p>
<p align="JUSTIFY">La prova degli attori è pressoché sufficiente, anche se la delicatezza dei temi trattati probabilmente meritavano molto più astro a livello di recitazione e anche di preparazione a livello di scenografia e trucco.</p>
<p align="JUSTIFY">Il box office americano non ha premiato il film, perché nel finale cancella drasticamente tutta quell&#8217;onda di retorica che si crea attorno al personaggio e, come si sa, la gente non è mai pronta ai cambiamenti radicali e a visioni definibili “distorte” della storia. Si alimentano speranze nel mercato europeo sempre sensibile alle storie di personaggi controversi. Consigliato agli appassionati di storia americana e contemporanea, che sono dotati di molta pazienza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giupino86.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giupino86.wordpress.com/83/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=83&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La forza del cambiamento di Sean Penn</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 10:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giupino86</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[La noia. L&#8217;angoscia. L&#8217;ansia. La redenzione. La ricerca. Infine il cambiamento. Tutti questi ingredienti apparentemente discordanti tra loro danno come prodotto finale This must be the place ultimo lavoro made in USA del regista Paolo Sorrentino in collaborazione con un&#8217;artista d&#8217;eccezione: il Premio Oscar Sean Penn. Ma parliamo del film in base agli step sopracitati. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=65&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_66" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/10/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1_mid.jpg"><img class="size-full wp-image-66" title="Logo_film_Sorrentino" src="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/10/this-must-be-the-place-poster-orizzontale-italia-1_mid.jpg?w=700" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Locandina del fim</p></div>
<p align="JUSTIFY">La noia. L&#8217;angoscia. L&#8217;ansia. La redenzione. La ricerca. Infine il cambiamento. Tutti questi ingredienti apparentemente discordanti tra loro danno come prodotto finale <strong>This must be the place </strong>ultimo lavoro made in USA del regista <strong>Paolo Sorrentino </strong>in collaborazione con un&#8217;artista d&#8217;eccezione: il Premio Oscar <strong>Sean Penn</strong>. Ma parliamo del film in base agli step sopracitati.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La noia</strong>. La storia del film è concentrata sulla figura di Cheyenne, un ex pop star anni &#8217;80, look-a-like al leader dei Cure Robert Smith, ora ritirato nella sua dimora con la sua compagna Jane. Passa una vita all&#8217;insegna dell&#8217;apatia, cercando stimoli giovanili tramite una sua giovane fan vicina di casa, senza avere particolari successi, mantenendo quindi il suo essere stanco e annoiato.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>L&#8217;angoscia</strong>. Cheyenne vive il suo passato a fasi alterne. Si compiace in parte per il fatto di essere ancora riconosciuto per strada, ma dall&#8217;altro si abbandona in un velo di tristezza per tutto quello che la sua carriera musicale ha comportato. Sulla sua schiena grava un peso gravoso, ovvero l&#8217;aver trascinato alla morte due componenti della sua band, che hanno seguito in modo forse troppo assiduo il modo di apparire molto dark e a tratti malinconico del gruppo. Nonostante vada a dar loro omaggio al cimitero il peso non si dissolve, perché non basta un piccolo gesto per assolvere tutte le colpe apparenti.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>L&#8217;ansia</strong>. La compagna Jane ha sempre creduto nel potenziale del compagno in campo musicale, spronandolo sempre a ritornare sulla scena in qualsiasi veste. Cheyenne ha davanti a se due possibilità: produzione dischi o ritorno sul palco in via sporadica. L&#8217;occasione della produzione capita tramite dei ragazzi incontrati in un centro commerciale che stavano suonando una cover del gruppo di Cheyenne. Mentre il ritorno sul palco è offerto dalla emittente MTV in occasione dei World Music Award, per spalleggiare l&#8217;artista Lady Gaga che era stata la principale promotrice dell&#8217;occasione. In entrambe le situazioni Cheyenne si rinchiude nella sua paura ansiogena abbandonando quindi ogni possibilità offerta, trasmettendoci quel senso di tensione dovuta al giudizio del mondo esterno sul suo operato nel passato.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La redenzione</strong>. La svolta arriva con una telefonata agghiacciante che comunica la morte del padre di Cheyenne. Il riconcilio con la famiglia lo riporta con i piedi per terra e l&#8217;occasione dell&#8217;ultimo saluto al padre scioglie il velo di tristezza che lo accompagna. Nel suo io più profondo cerca di darsi risposte sul fatto di aver, in un certo senso, abbandonato ogni via di comunicazione con la famiglia per abbracciare la scelta dell&#8217;esilio forzato (se così si può definire) a Dublino, dopo aver chiuso le porte al mondo dello spettacolo. Quell&#8217;attimo vissuto davanti al corpo ormai defunto del padre vale più di mille parole. Ha quel senso di richiesta non solo di perdono ma anche di redenzione nei confronti delle persone che hanno vissuto con lui nel periodo in cui non si era fatto sentire. Proprio quell&#8217;attimo è l&#8217;inizio di un nuovo capitolo per Cheyenne. Una rinascita dello spirito.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La ricerca</strong>. Il padre di Cheyenne era uno dei tanti ex deportati ebrei che hanno vissuto gli orrori del campo di Auschwitz. Il lascito dello stesso, hanno portato Cheyenne a scoprire che il padre ha passato un&#8217;intera vita a cercare il suo carnefice nazista, colui che gli ha reso l&#8217;esistenza un vero inferno. Questa eredità, composta da un diario e un album di disegni e schizzi a matita, ha il valore di una indagine criptata che porta Cheyenne a completare il lavoro interrotto dal padre. Nonostante esista già una sorta di “cacciatore di nazisti”, amico di famiglia, Cheyenne si avvale solo del suo cinismo e la sua voglia di cercare nei volti delle persone incontrate in questo lungo viaggio, i tasselli della vita del padre che non ha mai avuto modo di vedere con i suoi occhi nel lungo periodo di distacco. Il suo viaggio porta nell&#8217;America più vera fatta di storie semplici e a tratti surreali. Dall&#8217;ex insegnante che vive di ricordi, all&#8217;inventore del trolley dimenticato da tutti, passando per una ragazza che vive ancora il peso di aver perso il suo compagno in guerra. Un tuffo al cuore che un po&#8217; fa specchiare Cheyenne nel mondo che non ha mai conosciuto per il suo essere appagato dall&#8217;eccessivo successo.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il cambiamento</strong>. La fase finale porta Cheyenne al traguardo desiderato, ovvero incontrare l&#8217;ufficiale nazista e cercare di capire il perché di tanta ossessione nei suoi riguardi da parte del padre. Il dialogo con l&#8217;ufficiale e il fondamentale aiuto del “cacciatore di nazisti” portano ad un drastico cambiamento di Cheyenne nell&#8217;animo, mostrandolo nella via di casa cambiato non solo nell&#8217;aspetto, più curato e al passo coi tempi, ma anche più rilassato e sereno regalando un sorriso sincero e schietto alla sua vicina di casa tormentata dalla scomparsa del figlio Tony, ritrovato per un attimo proprio in quel sorriso che abbatte tutti i problemi. La frase finale, tratta dal diario del padre di Cheyenne rende ancora più chiaro il concetto del cambiamento e il peso di quel sorriso:</p>
<blockquote>
<p align="JUSTIFY">Poi durante l&#8217;inferno, anche noi, all&#8217;alto lato del filo spinato guardavamo la neve. E guardavamo Dio. Dio è così, una forma infinita che stordisce, bella, pigra e ferma, che non ha voglia di far nulla, come certe donne che da ragazzi abbiamo solo sognato.</p>
</blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giupino86.wordpress.com/65/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giupino86.wordpress.com/65/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=65&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sucker Punch: quando mondi fantasiosi sanno essere paralleli</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 16:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giupino86</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I cinefili più accaniti credevano che oltre la potenza di 300 non si sarebbe mai arrivati. Invece Zack Snyder ci ha stupiti ancora con un film che è una sorta di minestrone visionario, ma logico, in cui si trova una pseudo Cenerentola che si vede privata degli affetti più cari e quasi maltrattata dal patrigno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=60&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_61" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/04/loc_suckerpunch_72dpi.jpg"><img class="size-full wp-image-61" title="Locandina del film" src="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/04/loc_suckerpunch_72dpi.jpg?w=700&#038;h=999" alt="" width="700" height="999" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina del film</p></div>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">I cinefili più accaniti credevano che oltre la potenza di <strong>300</strong> non si sarebbe mai arrivati. Invece <strong>Zack Snyder</strong> ci ha stupiti ancora con un film che è una sorta di minestrone visionario, ma logico, in cui si trova una pseudo Cenerentola che si vede privata degli affetti più cari e quasi maltrattata dal patrigno che la imprigiona in un manicomio nel quale incontra un gestore spietato, una psicologa apparentemente cattiva ma dall&#8217;animo sensibile ed un gruppo di ragazze che vivono nella stessa situazione da tempo. Mettiamoci una divisione delle ambientazioni in tre livelli diversi (stile <strong>INCEPTION</strong>), di cui uno reale molto cupo, uno che rispecchia la realtà ma in maniera più leggera e l&#8217;ultimo che offre degli scenari a dir poco allucinanti (stile <strong>ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE</strong>), in cui si combattono personaggi semi divini (molto simili ai protagonisti del videogame <strong>MORTAL KOMBAT</strong>), si abbattono tedeschi come nelle peggio scorribande tra trincee (tipo <strong>SALVATE IL SOLDATO RYAN</strong>), si aprono brecce in città fortezza (molto simile alla battaglia al Fosso di Helm de <strong>IL SIGNORE DEGLI ANELLI</strong>) e, infine, si salva la città da metropolitane imbottite di esplosivo (come in <strong>BATMAN BEGINS</strong>). Aggiungiamo una trama crudele che ricorda molto il periodo in cui si metteva gente in manicomio per qualsiasi cosa ed una divina colonna sonora gestita da un grande <strong>Tyler Bates</strong> (già presente in 300 e WATCHMEN), ed ecco a voi il nuovo prodotto del regista di Green Bay: <strong>SUCKER PUNCH</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">I vari trailer distribuiti non rendono bene l&#8217;idea di quello che è realmente il film; il promo “Non sarete preparati” è reale in tutto lo scorrere della pellicola che non offre attimi di sosta. C&#8217;è da dire che nei film di Snyder in certi momenti l&#8217;assurdità regna sovrana, colpa forse di un uso spropositato di effetti speciali e, soprattutto, del rallenty che offre allo spettatore quel senso di epico che sotto sotto non ha nemmeno le basi per esistere, aggiunto alla ormai irrinunciabile “filosofia metropolitana” con delle massime da urlo, come: <strong>“Non firmare mai un assegno a parole se non puoi coprirlo con il culo!”</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">Il cast nel complesso funziona a meraviglia, nonostante ogni attrice venga da carriere di film diverse, ognuna riesce a sposare bene il proprio personaggio e a calarsi ottimamente nella parte</span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">L&#8217;idea del film è buona, anche per l&#8217;effetto finale a sorpresa (stile <strong>PULP FICTION</strong>), peccato che il lavoro lungo di Snyder non è stato ben premiato dal pubblico e non gli rende giustizia. Per apprezzarlo a dovere andrebbe visto almeno una seconda volta, per lasciare lo spettatore senza dubbi dopo essere riuscito alla prima visione a comporre il puzzle logico delle situazioni offerte nel film. Non sarà un capolavoro del genere dark-fantasy, ma la curiosità che suscita è veramente alta.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giupino86.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giupino86.wordpress.com/60/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=60&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Locandina del film</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Le ipocrisie e la mediocrità “Made in Italy” in celluloide</title>
		<link>http://giupino86.wordpress.com/2011/04/02/le-ipocrisie-e-la-mediocrita-%e2%80%9cmade-in-italy%e2%80%9d-in-celluloide/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 12:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giupino86</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il gran successo nella serie tv, distribuita su Sky, arriva un giusto spazio sui mega schermi per BORIS, la una sit-com fuori dagli schemi che fa della satira leggera il suo cavallo di battaglia. Per i fan della serie può esserci una lieve delusione del prodotto cinematografico perché non attinente alla serie tv, ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=54&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/04/boris-il-film.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-55" title="Locandina del film" src="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/04/boris-il-film.jpg?w=700&#038;h=525" alt="" width="700" height="525" /></a></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">Dopo il gran successo nella serie tv, distribuita su Sky, arriva un giusto spazio sui mega schermi per <strong>BORIS</strong>, la una sit-com fuori dagli schemi che fa della satira leggera il suo cavallo di battaglia. Per i fan della serie può esserci una lieve delusione del prodotto cinematografico perché non attinente alla serie tv, ma resta comunque godibile e adatto per tutti i tipi di pubblico. Un metodo pressoché vincente di attrarre nuovi seguaci.</span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">Nel film il regista Renè Ferretti, interpretato magistralmente da <strong>Francesco Pannofino</strong> che conferma le sue ottime doti di recitazione, dopo anni e anni di fiction di basso livello con il suo team piuttosto folkloristico, decide di buttarsi in un progetto cinematografico serio per invertire la rotta della sua carriera. L&#8217;occasione cade sulla possibilità di dare vita al film sul libro <strong>LA CASTA</strong>, della coppia di giornalisti Stella e Rizzo del Corriere della Sera, che tratta dei presunti privilegi della classe politica a spese dei contribuenti. Dopo una stentata partenza, tra falsi accordi e situazioni assurde tra colleghi, il povero Renè deve affrontare la cruda realtà del mondo ipocrita e falso che gli sta attorno, portandolo ad una decisione definitiva sul progetto cinematografico che conferma il trend italiano nell&#8217;ambito celluloide.</span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;">Offre dei ritmi abbastanza lenti, ma lasciano quel senso di presa diretta che lo rendono un prodotto inusuale e godibile. Inoltre BORIS risulta un&#8217;avventura metaforica molto semplice ed acuta, perché illustra ciò che ognuno di noi può vedere ogni giorno nella chiave del mondo cinematografico italiano. Dà un certo qual senso di come far parte di un sistema che non funziona e che non si vuole cambiare perché comodo a chiunque, inducendo ai novizi di adattarsi. Un tipico esempio di questa ultima osservazione la danno <strong>Elio e le Storie Tese</strong> che nel brano di chiusura adottano questa frase ripresa anche all&#8217;inizio del film: <strong>&#8220;Dopo la televisione c’è il cinema, dopo il cinema c’è la radio, dopo la radio c’è la morte&#8221;</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"> Molto rude e diretto ma ottimo per far aprire gli occhi alle persone meno propense al cambiamento.</span></p>
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			<media:title type="html">Locandina del film</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Vallanzasca: &#8220;lucida follia&#8221; in salsa rock.</title>
		<link>http://giupino86.wordpress.com/2011/01/22/vallanzasca-lucida-follia-in-salsa-rock/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 15:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giupino86</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Locandina del film Michele Placido ha colpito ancora e ha fatto centro con un&#8217;opera rock su uno dei personaggi più controversi della storia italiana: Renato Vallanzasca. Sembrerebbe a dir poco assurdo associare la categoria citata in precedenza con lo stile dei film del regista foggiano, ma le ambientazioni miste a situazioni grottesche e il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giupino86.wordpress.com&amp;blog=3715560&amp;post=44&amp;subd=giupino86&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/01/vallanzasca_proiettili.jpg"><img class="size-full wp-image-45" title="vallanzasca_proiettili" src="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/01/vallanzasca_proiettili.jpg?w=700&#038;h=988" alt="" width="700" height="988" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Locandina del film</dd>
</dl>
</div>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"><span style="font-size:small;">Michele Placido ha colpito ancora e ha fatto centro con un&#8217;opera rock su uno dei personaggi più controversi della storia italiana: Renato Vallanzasca. Sembrerebbe a dir poco assurdo associare la categoria citata in precedenza con lo stile dei film del regista foggiano, ma le ambientazioni miste a situazioni grottesche e il rock pseudo-progressive dei Negramaro (scelta oltremodo azzeccata) richiamano alla memoria il glorioso “Divo” di Sorrentino sulla vita di Giulio Andreotti. Quindi un genere di film più “liscio ed easy” rispetto al glorioso “Romanzo criminale” più riservato ad un pubblico di una certa caratura. L&#8217;ultima fatica di Placido si basa sul mostrare al pubblico non solo il sanguinario folle che ha messo l&#8217;Italia in ginocchio negli anni &#8217;70 con la Banda della Comasina, ma anche il lato lucido di chi mostra coraggio nelle decisioni necessarie e a volte azzardate (come il tentativo fallito con l&#8217;eccidio di Piazza Vetra a Milano di fronte all&#8217;Esattoria), oltre a quello dell&#8217;insaziabile latin-lover. Un mix che porta lo spettatore a concentrarsi non solo sull&#8217;annoso periodo delle bande che portavano terrore e sangue per le strade italiane, ma anche a fare un analisi sui comportamenti dello stesso Vallanzasca molto discutibili che talvolta lasciano di sasso. La trasformazione di Kim Rossi Stuart in un Renato fascinoso e molto milanese (perfetto uso del dialetto lombardo), rende il personaggio molto più credibile di quanto ci si aspettasse. Nel resto del cast si può notale la conferma dell&#8217;ascesa di Francesco Scianna (già operante in “Baarìa”) nel delicato ruolo di Francis Turatello, nemico-amico del folle Vallanzasca, oltre che dalla ormai salda bravura di Filippo Timi (sofferente di leggera balbuzie, ma non nella recitazione) che con l&#8217;amico Enzo dà luce al suo estro nei ruoli di personaggi non proprio tranquilli. Le due “femme fatale” Paz Vega (debuttante nel “Parla con me” di Almodòvar) e Valeria Solarino (già Linda ne “La febbre” di Fabio Volo) fanno il resto.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<div id="attachment_46" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/01/vallanzasca-red-carpet-2.jpg"><img class="size-full wp-image-46" title="vallanzasca-red-carpet-2" src="http://giupino86.files.wordpress.com/2011/01/vallanzasca-red-carpet-2.jpg?w=700&#038;h=466" alt="" width="700" height="466" /></a><p class="wp-caption-text">Cast principale del film</p></div>
<p><span style="font-family:Bookman Old Style,serif;"><span style="font-size:small;">Le iniziative polemiche che sono partite in tutta Italia, dalla politica alle varie  associazioni delle vittime del terrorismo, non fanno altro che minare l&#8217;arte del cinema italiano fuori dai “diktat di palazzo” portando così il successo garantito suscitato dalla curiosità degli spettatori. Il pericolo di possibile clima da “Arancia Meccanica” per le possibile emulazioni delle gesta del bandito milanese aleggiano selvagge, ma il messaggio consegnato al pubblico (in particolare quello dei più giovani) è chiaro dalla prima all&#8217;ultima scena, rendendo chiare le intenzioni del regista di non solleticare il lato folle presente in ognuno di noi. In conclusione, è un film che non stanca, a tratti divertente e ben predisposto al bis oltre che al pubblico dei più giovani per il ritmo veloce e la scarsa facile retorica che rende l&#8217;ambientazione più limpida e meno cupa.</span></span></p>
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