Archive for Maggio 29th, 2008
“Il Divo” alla ricerca di conferme
Il titolo del film è già una corretta trasposizione delle immagini seguenti, nonché un monito per lo spettatore particolarmente esigente e pieno di aspettative su un film che ha suscitato clamore al Festival di Cannes: IL DIVO – La spettacolare vita di Giulio Andreotti.
Un cast made in Italy, perfettamente orchestrato da un Paolo Sorrentino, che ci ha regalato una visione popolar-rock di un periodo oscuro della vita di un uomo ricco di misteri. Il suddetto periodo è quello dell’inizio anni ‘90, ovvero l’inizio della settima legislatura Andreotti, macchiata dagli scandali “Tangentopoli” e dai processi di rapporti con la mafia, avviati dalle confessioni scottanti dei pentiti come Buscetta.
Il film, oltre ad essere un puro fiume di cronaca nera italiana, è una cruda illustrazione dei mali della politica moderna, fatta di corruzione e corruttibilità dei politici la quale “viene opportunamente misurata, come se fosse un normalissimo guinzaglio”, parole di Marco Travaglio nella tanto agoniata puntata di “Che tempo che fa” di Fazio.
Un magistrale Toni Servillo, già stackholder dei rifiuti di GOMORRA, ha dato una corretta interpretazione del personaggio Andreotti, facendo trasparire tutti i suoi lati, ovvero, un uomo cinico e ironico allo stesso tempo e, in particolar modo, “che non crede al caso, ma alla volontà di Dio”.
Dove sta il lampo di genio che rende questo film un cult? La semplicità, l’ingenuità e la spontaneità che solo una mente giovane e fresca come Paolo Sorrentino poteva sfornare, rendendo il film adatto a un pubblico misto e oltremodo “easy”, nonostante gli argomenti siano difficili da trattare. Da segnalare, il monologo di Servillo in una confessione a “se stesso” del metodo cruento di usare il Male per fare del Bene, riferito all’onda di processi che si sarebbe tenuto di lì a breve.
