Il clero da … sclero!!!

La Birmania è devastata dall’uragano, la Cina ha subito un’ecatombe col terremoto nella zona sud e i giornali di oggi si concentrano sui capricci di un politico vero e proprio vestito da Papa: il Prof. Ratzinger. Dopo la campagna politica di Ferrara con la lista “Aborto, no grazie”, anche il caro teologo tedesco ha voluto esprimere la sua opinione sulla tanto agoniata legge 194 che regola l’aborto. Parole che non ci si aspetterebbe dall’emissario di Cristo…”questa legge crea una mentalità di progressivo svilimento del valore della vita e un minor rispetto per la stessa persona umana”…domanda spontanea: ma la Curia Vaticana, ha avuto modo di leggerla la 194? Secondo me no!!! Nell’articolo uno, che ora citerò, è il perfetto riassunto degli obiettivi che tale legge vuole raggiungere.
Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.
L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.
Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
Ebbene, o sono io che ho le allucinazioni, oppure c’è qualcuno che legge le cose senza capirne il vero senso. Vorrei citare, data l’occasione, di tutte le ragazze (ora signore) che in quegli hanno hanno lottato per avere questa legge per far smettere il fenomeno degli aborti clandestini e per dare la possibilità alle ragazze stesse di scegliere il destino del proprio feto.
L’uso eccessivo e inutile dell’aborto stesso è da condannare ma non la legge stessa, perchè la facoltà scegliere cosa sia più giusto per la propria vita, non deve essere negato a nessuno. Le donne politiche del nuovo esecutivo Berlusconi non hanno per nulla appoggiato l’idea al quanto sovversiva e fuori luogo del Prof. Ratzinger, al massimo servirebbe un piccolo “tagliando”, una piccola agiunta che possa garantire sostegni economici e non da parte dello Stato per le persone che decidono di interrompere la gravidanza o di portarla avanti.
Ma il problema non nasce dai toni dalle parole, ma bensì dalla libera facoltà di criticare uno sforzo comune conquistato dal popolo italiano con i denti e col sudore in anni difficili. Non è utile la censura, ma non è utile anche criticare l’operato altrui quando non si ha la minima voce in capitolo, soprattutto nel caso del Pontefice che con le sua parole può smobilitare le coscenze delle persone di fede, alterando ingiustamente il libero arbitrio.
Cavour nell’800 le aveva già previste queste situazioni quando, alla nascita del Regno d’Italia, esclamò in merito allo Stato Pontificio di allora: “Libera Chiesa in libero Stato”. Tradotto: “I panni sporchi si lavano in casa”. Ora vorrei invitare a tutte le persone che magari si sono sentite offese o toccate dalle parole del Pontefice a non insorgere; aspettiamo semplicemente che gli alti poteri ecclesiastici tornino al loro lavoro senza contrastare l’operato altrui, come ai bei vecchi tempi.
Ho provato a fare uno scherzetto a mia madre, a riguardo:
…
(no comment)
Accidenti, s’è mangiato tutta la citazione