Il rock made in Salento esplode alla “Scala” della musica.

Finalmente si può dire che le cose belle vanno al posto che gli spetta. I Negramaro, dopo il primo tour italiano del 2006 nei palasport di tutta Italia, ieri sera si sono consacrati come realtà tangibile e inoppugnabile del rock italiano. Dopo una trionfale tournèè per il loro ultimo album “La finestra” in tutta Italia e nelle principali città europee, finalmente è arrivata ieri sera per loro la soddisfazione più grande della loro carriera, suonare nella “Scala” della musica: Stadio San Siro.
Come molti ben sanno quell’erba magica è stata calpestata dai più grandi artisti internazionali, da Bob Marley ai Queen, da Bruce Springsteen al nostro mitico Vasco, ebbene anche per loro è arrivato il tanto desiderato momento di entrare nella leggenda.
Più che un concerto qualsiasi, quello di ieri, 31 Maggio 2008, è stata una vera e propria festa della musica cominciata già a partire dalle 15:00; esordio con il musi-comico Dado e i suoi classici ma sempre spassosi “stornelli a modo suo” per poi, dalle 16:00, full immersion nella musica live con ben 4 band d’appoggio: FINK, THE FASHIONS, INFADELS e THE FRATELLIS.

Quattro ore di musica di ottima qualità, dal grunge acustico molto struggente dei FINK al punk-rock dei FASHIONS, per poi passare alle atmosfere dark degli INFADELS e concludere col pop-rock dei FRATELLIS, già celebri per aver usato il loro brano “Henrietta” per la sigla di un famoso programma musicale su MTV.
A partire dalle 20:30, il numero di spettatori cominciava consolidarsi per benino, evidenziando che non ci si è fermati assolutamente alle 40.000 prevendite effettuate, regalando una bella atmosfera di chi vuole passare una buona serata all’insegna della buona musica italiana.

La scaletta dei Negramaro non regala particolari sorprese, visto l’uso dei brani degli ultimi due cd “Mentre tutto scorre” e “La finestra”, eccezion fatta della partecipazione straordinaria di artisti del calibro di Mattafix e Jovanotti. Col talentuoso ragazzo statuitense, Giuliano Sangiorgi si è cimentato in un bellissimo duetto per il brano “Big city life”, mentre col celeberrimo rapper romano si è dato il via ad uno show di musica e colori con i brani “Cade la pioggia” e “Safari” dall’omonimo cd. Ennesima conferma di un sodalizio ben assestato e che può dare moltissimo alla musica italiana; chissà che un giorno non decidano di fare un tour insieme? Staremo a vedere!

Da ricordare, omaggi a De Andrè e Vecchioni, quest’ultimo con la celeberrima “Luci a San Siro”, ad hoc per la serata e la location, con enorme plauso di tutto il pubblico presente, compreso anche quello di una certa generazione che ha vissuto l’era di questi due immortali cantautori. Chiusura a malincuore con una versione in salsa “taranta salentina” del brano “Giuliano poi sta male” in collaborazione di un gruppo di musiche popolari salentine con annesse ballerine e tamburelli e la prestigiosa collaborazione del violinista della Premiata Forneria Marconi.
Per l’estate 2008 non sono previste date dei Negramaro che ora si concentreranno per la produzione del loro nuovo album ancora in cantiere; aspetteremo ancora con fervore l’ennesima esibizione di questi sei fuoriclasse che in 4 anni, dai locali del Salento sono arrrivati a San Siro. Come disse Giuliano in una sua intervista:
Per noi la musica è divertimento, è stare insieme, liberarci delle nostre incertezze e delle nostre paure…e non un modo facile di far soldi. Il nostro obiettivo sarà sempre trasmettere la nostra voglia di divertirci senza mutare il nostro modo di essere, senza scendere a compromessi.
Beh…a quanto visto ieri sera credo proprio che ci siano riusciti!
“Il Divo” alla ricerca di conferme
Il titolo del film è già una corretta trasposizione delle immagini seguenti, nonché un monito per lo spettatore particolarmente esigente e pieno di aspettative su un film che ha suscitato clamore al Festival di Cannes: IL DIVO - La spettacolare vita di Giulio Andreotti.
Un cast made in Italy, perfettamente orchestrato da un Paolo Sorrentino, che ci ha regalato una visione popolar-rock di un periodo oscuro della vita di un uomo ricco di misteri. Il suddetto periodo è quello dell’inizio anni ‘90, ovvero l’inizio della settima legislatura Andreotti, macchiata dagli scandali “Tangentopoli” e dai processi di rapporti con la mafia, avviati dalle confessioni scottanti dei pentiti come Buscetta.
Il film, oltre ad essere un puro fiume di cronaca nera italiana, è una cruda illustrazione dei mali della politica moderna, fatta di corruzione e corruttibilità dei politici la quale “viene opportunamente misurata, come se fosse un normalissimo guinzaglio”, parole di Marco Travaglio nella tanto agoniata puntata di “Che tempo che fa” di Fazio.
Un magistrale Toni Servillo, già stackholder dei rifiuti di GOMORRA, ha dato una corretta interpretazione del personaggio Andreotti, facendo trasparire tutti i suoi lati, ovvero, un uomo cinico e ironico allo stesso tempo e, in particolar modo, “che non crede al caso, ma alla volontà di Dio”.
Dove sta il lampo di genio che rende questo film un cult? La semplicità, l’ingenuità e la spontaneità che solo una mente giovane e fresca come Paolo Sorrentino poteva sfornare, rendendo il film adatto a un pubblico misto e oltremodo “easy”, nonostante gli argomenti siano difficili da trattare. Da segnalare, il monologo di Servillo in una confessione a “se stesso” del metodo cruento di usare il Male per fare del Bene, riferito all’onda di processi che si sarebbe tenuto di lì a breve.
